vocativo

(in omaggio ad Andrea Zanzotto) un caso grammaticale sgrammaticato

Eccomi

Utente: vocativo
Nome: L. M.
fosfeni@hotmail.com Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.

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domenica, 17 settembre 2006
Le scelte quindicinali di voc I

Il film quindicinale di voc è Tropical Malady di Apichatpong Werasethakul, 2004, uno dei film più suggestivi capitatomi di vedere negli ultimi tempi. Fuori dai canoni occidentali per una estrema dilatazione dei tempi del racconto, per una quasi totale assenza di azione e per una cripticità di fondo, legata a simboli arcani e leggende khmer. Il film è diviso in due parti separate. Nella prima due giovani si amano. Ad un tratto, poi, comincia un vero e proprio altro film. Gli stessi personaggi sono ora altre persone o forse sono gli stessi che si inseguono all’interno di una foresta tropicale, tra animali parlanti e una natura rigogliosa di lancinante bellezza, lasciando intuire un senso circolare, una relazione inscindibile tra prima e seconda parte (o la prima è una rievocazione della seconda?). La foresta è protagonista, con il suo incanto e con la cura formale che il regista vi pone. Uno dei casi in cui il senso finale è una percezione del cuore o di qualche angolo remoto della mente più che della ragione.

Il poeta quindicinale di voc è alivento, di cui nulla sappiamo se non lo pseudonimo, tuttavia voi naviganti la conoscete bene. Il suo blog è www.marombra.blogspot.com. Alivento proviene dall’esperienza dei gruppi di poesia e frequentazioni poetiche maturate direttamente nella rete, tra blog, siti specializzati di poesia. È presente con suoi componimenti in diversi blog. In questa selezione che leggerete si nota un tic linguistico, che tende alla deformazione dei significanti, dando vita ad una giostra quasi traumatica di allitterazioni e paronomasie e al bulimico affastellarsi dell’enumerazione che si divincola da una volontà di significare a tutti i costi.

 

Laghi

Ogni cosa è bianca
d’onda rapida e candida
(calma alba pacata)
le vocali le lettere il cerchio
il segno la curva le braccia
la faccia
le virgole il senno ed il seno
il costato lo sterno il bacino
il corpo coperto dal bianco
lenzuolo.

Questo luogo è silenzio
è cura e preghiera
è chiostro
bianco diventa l’inchiostro
il velo la tenda e le scarpe
il letto il ricovero il muro
il bicchiere il risvolto l’arredo.

Il soffitto non vedo
ed è bianco anche il cielo
nel bianco ogni cosa si perde
e proseguo una strada alla cieca
occhi chiusi imbiancati
abbagliati di luce che
riverbera in laghi
di neve.

 

Memoria di magnolia

Non è nei denti
la forza
né al fegato
la forma di placenta
che pompa linfa ai rami
e al corpo nudo madreperla.

La porta unta
la maniglia che assottiglia
il varco dell’altrove
giorni di rovi ed ore
di chiarissimo chiarore
l’ onda che sopra
e sotto il ponte arriva
il largo tra le ciglia
come vuoto crepa
di mare meraviglia.

Il credo che ai canoni celesti
si votino i santi ed i poeti
che di parole ormai
la fronte è piena
e larve sulla terra
infestano le orme
della lingua. 
 

Impoetica

Voler vagare anima preziosa
senza tempo
tra il presente e il mare
volere l’aria e l’acqua dentro
e le dita intinte nel bicchiere
a pescare le onde
senz’amo e senza canne

che non è cosa di carne
il piacere di averti
tra le cosce ténere
del ventre
a saziare l’isola dirotta
e dirompente
a spezzare di maglie e di catene
stoviglie piatti intatti isolamenti
a vibrar d’unisono diapason
del gong di zen in filo filamento
accordarsi sulle corde
e bere un movente davvero
interessante

proclamare una poetica d’intenti
ad esempio riciclare i bidoni
d’immondizia
in smalto verde brillante ecologista
e poi ancora vagar senza costrutto
tra questo tutto che deborda
morde i fianchi e tira l’alba
muove giochi dissennati
di dissesto e di giudizio
di poveri dannati e vati

libere parole siano
nel prato
siano liberi poeti e un grido
il fiato il rostro in petto
e l’uncino in cava pietra
e il dialetto
vivo
sia la lingua sola nostra
signora ed alter ego
ceppo solenne epico
d’ in finito infranto vetro

 

Il libro quindicinale di voc è Frammenti d’immagine. Scene, schermi, video per una sociologia della sperimentazione di Alfonso Amendola, Liguori Editore, 2006, 239. pp. L’autore ripercorre la storia della contaminazione e dell’ibridazione delle arti, dei linguaggi, delle forme espressive del XX secolo, imperniando il discorso sul cortocircuito cinema-teatro, per poi inglobare, per segmentazioni e sequenze, le altre arti, fino all’unico inevitabile approdo, sotto l’egida della tecnologia: la sperimentazione video. Il frammento si pone come sequenza minima del libro, tassello di composizione, cellula di inizio per dar vita alle interferenze, agli incroci tra le varie tecniche espressive, dal momento che, come si legge in una citazione nel libro di Omar Calabrese “l’estetica del frammento […] si manifesta soprattutto nella ormai comunissima pratica di produrre oggetti-contenitore, i quali al loro interno non presentano più prodotti finiti, ma soprattutto frammenti di altre opere” (p. 14). L’architettura stessa del libro si regge su un’impalcatura non convenzionale, ma centrifuga e priva di gravità. Infatti si può gustare il libro anche leggendo i vari capitoli o paragrafi come dei percorsi compiuti autonomi. Lo sono ad esempio le “anomalie” del terzo capitolo del libro, dedicato a Orson Wells, Fassbinder, Beckett (quest’ultimo indagato come un caso di grande coscienza delle potenzialità delle nuove tecnologie e del loro potere ibridante: un punto di riferimento per le successive neoavanguardie e i loro percorsi orientati verso le sperimentazioni teatrali e, per esteso, gli happening e le arti performative), quali casi di passaggi intermediali atipici ed esemplari.

Il percorso di Amendola prende le mosse da Antonin Artaud, al quale è dedicato l’intero primo capitolo, passando per il dada, per Cage, Carmelo Bene, fino alle contaminazioni de La Gaia Scienza, la Societas Raffaello Sanzio… Un percorso articolato e molto dettagliato che fa onore all’autore, con a supporto una vasta bibliografia. Il taglio sociologico non nasconde l’influenza di alcune opere capitali di Abruzzese, mentre la priorità che viene assegnata all’evoluzione delle tecniche e tecnologie muove dalle intuizioni di Mario Costa. Un libro che fa della trasversalità e interdisciplinarità il suo credo. Impedibile, non solo per gli amanti delle sperimentazioni video o per i cultori di cinema e teatro.

 

L’album quindicinale di voc ha avuto un largo successo quest’anno: Ovunque proteggi di Vinicio Capossela. Solo poche considerazioni. La capacità di scrittura di Capossela è entusiasmante, un miscuglio di corporeo e misticismo, paganesimo perturbante e cristianesimo, giocato su stringhe glossolaliche e pasticci linguistici con sconcertanti escursioni nel basso. Una scrittura potente quanto la capacità inclusiva della musica di Vinicio che passa da uno stile epico e altisonante, paganissimo di Brucia troia, con campanacci, cori sardi, al techno di Moskavalza, dallo sconcertante Al colosseo alla ballata messicana Pena dell’alma. Detto senza mezzi termini, Capossela mi piace tantissimo e nu ce avita scassà o cazzo!

 

Il vino quindicinale di voc è il Fiano d’Avellino base di Mastroberardino. Due cose: non potevo non cominciare da un fiano e non potevo non cominciare dalla meritevole Mastroberardino. Vi parlo del 2004. Prima regola: mai bere un Fiano d’annata: è un vino che migliora nettamente con un anno o più di affinamento. Il 2004 meglio cominciarlo a bere a metà 2006. Per la cronaca, il 2004 per i bianchi campani, specie fiano e greco, è risultata una buonissima annata. Da premettere che il base di Mastroberardino costa 8-9 euro, prezzo piuttosto abbordabile. Direi che è un affare. Io ho bevuto il mio qualche giorno fa e ne ho ben vivo nella memoria il ricordo. Il colore giallo paglierino, piuttosto vivo, al naso frutta a polpa bianca e gialla, ancora qualche ricordo floreale (acacia e ginestra), poi comincia quel sentore tipico dei migliori fiano, qualcosa che ricorda l’umidità, note di sudore, quello che i carissimi amici Hawk ed Amaranta chiamano “il bosco” quando si parla di fiano. Il tutto ritorna in bocca, perfettamente, con il vino che occupa tutto il palato, con la sua sapidità e il passo felpato, la potenza e l’eleganza coniugate superbamente, la straordinaria freschezza che tiene vivo il sorso fino alla fine: un crescendo entusiasmante, con un accenno persino di crema pasticcera e un finale di mandorla, molto lungo. L’alcol non disturba affatto con i suoi 12°. Nessun eccesso, nessuna esasperazione. La classicità elevata a misura universale. Questi sono i vini che amo, nessuna concessione a mode: la vera e unica espressività del territorio e del vitigno. Il resto è per chi vuole cocacola o aranciate. La sorpresa è che la bottiglia aperta, lasciata in frigo, dopo 3-4 giorni era perfetta, il vino non aveva ceduto di una virgola, segno della bontà del frutto. Mastroberardino ha il merito di aver riscoperto i vitigni tipici della zona e di averci creduto sempre. Ho ragione di credere che se avessi stappato la bottiglia fra un anno o anche più avrei trovato qualche sorpresa ancora più felice, se possibile. Se oggi il fiano è una delle varietà a bacca bianca più importanti d’Italia è soprattutto grazie a questa azienda che ha sempre guardato al passato e alla tradizione, al costume degli antichi, per migliorarsi e migliorare il vino che oggi si produce.

 

La posizione erotica quindicinale di voc. Su un treno per Milano un pomeriggio, dopo che si sta viaggiando dalla mattina. Per quale colpo di dadi un viaggiatore entra in un vagone, in uno scomparto, vi trova una persona, ci si scambia mail, poi ci si scrive, ci si scambia i numeri del telefono, ci si sussurra qualche parola dolce, una sorta di promessa e si prendono infine appuntamenti, benché la distanza si misuri in molte centinaia di km. A volte qualche parola e qualche sguardo cambiano vite e mondi… il movimento inavvertito di una mano, l’abbandonarsi stremati sulle poltrone, un rapido incontro di sguardi, chiedere il giornale per una rapida lettura (magari leggendo un articolo di Stiglitz, con una sana critica all’Occidente). La logica dell’imprevisto: una ragazza che il caso ti pone davanti e che tu, affannosamente, avresti cercato tra milioni di persone. In un colpo solo la vita azzera i suoi debiti. Era quello che chiedevi. Non altro.

 

Il desiderio quindicinale di voc è visitare la città di Torino. Non ci sono mai stato ed ho un buona ragione per andarci…

Postato da: vocativo a 23:23 | link | commenti (67) |
di versi, de scrivere, di vita, di vino, del tempo, di cinema, di musica


Commenti
#1   18 Settembre 2006 - 00:30
 
Le mie poesie formattate da te sembrano più belle, considerato che nulla si sa di me sei stato molto generoso e ti ringrazio, però togli le parole "e spirare" dal secondo componimento non ci sono mai state.
begli incontri sul treno per Milano,
a Torino prima o poi dovrò andarci pure io,
infine sono gelosa di Capossela ;)

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#2   18 Settembre 2006 - 09:58
 
ma cos'è? il maurizio costanzo show?
e poi torino è una città votata a satana, ci si fanno strani riti efferati degni del mio amico charlie. fossi in te farei molta attenzione (però potrei anche sbagliarmi - sappi che a torino non ci sono mai stato [ed avendone paura, non c'andrò mai]).
in treno sarebbe meglio dormire, piuttosto che scambiare indirizzi mail con sconosciuti.
poi valuterò il resto.

p.s.
nota positiva per alivento, bravo (finalmente dedichi un po' di spazio)!


VP
utente anonimo

#3   18 Settembre 2006 - 11:24
 
Mpf...Torino è una città magica, ma per le sue penombre, gli anfratti scuri, le alpi e le collie in fondo ad ogni corso. Case bianco panna e poi all' improvviso un cortile antico che si apre davati e ti svela i suoi misteri..mica per i satanisti che se ne stanno ben nascosti ;)

e poi c'è la Moleeeeee!

Voc: grazie. :)

S.

utente anonimo

#4   18 Settembre 2006 - 13:24
 
Ali, ho apportato le modifiche. Ho messo a posto anche qualcosina qui e là. :)

Peppe, se vuoi posso dedicare anche un po' di spazio a te :)

Eh, S., sì, c'è la Mole! ;)
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#5   18 Settembre 2006 - 13:31
 
vorrei spendere una parola in più per il libro Frmmenti d'immagine di Alfonso Amendola.
Credo che il pezzo presente sarà integrato ed esteso, per ricavarci un articolo a sé stante.
Vi suggerirei, poi di comprarlo, magari scrivendo direttamente alla casa editrice o prenotandolo tramite libreria. Ne vale davvero la pena, perché è chiaro ed esaustivo, molto prticolareggiato ed abbraccia talmente tanti campi che può piacere a molte persone.
Soprattutto, il percorso propone intrecci inediti e fondmentali, dando importanza a figure spesso trascurate o poste in secondo piano. Per esempio, è interessante notare il ruolo di Cage, che nel libro assume una posizione preminente, per quanto riguarda almeno lo sviluppo degli happenings e soluzioni audiovisive (non dimentichiamoci che anche Paik ha lavorato con Cage).
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#6   18 Settembre 2006 - 15:01
 
con capossela ho bevuto fino al'alba per tutta una delirante notte palerimtana. anni fa.

mattatoia
:-)
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#7   18 Settembre 2006 - 15:05
 
io ho bevuto fino all'alba in una sobria notte napoletana da solo, e capossela ha fatto finta di non conoscermi.

VP
utente anonimo

#8   18 Settembre 2006 - 16:10
 
Ovunque proteggi

Non dormo ho gli occhi aperti per te,
guardo fuori e guardo intorno
come è gonfia la strada
polvere e vento nel viale del ritorno...

Quando arrivi, quando verrai per me
guarda l'angolo del cielo
dove è scritto il tuo nome,
dove è scritto nel ferro...

Nel cerchio di un anello...
dove ancora mi innamoro
e mi fa sospirare così...
adesso e per quando tornerà l'incanto

E se mi trovi stanco
e se mi trovi spento
sei meglio già venuto
e non ho saputo
tenerlo dentro me

I vecchi già lo sanno il perché
e anche gli alberghi tristi
che troppo e per poco e non basta ancora
ed è una volta solo

E ancora proteggi la grazie del mio cuore
adesso e per quando tornerà l'incanto...
l'incanto di te...
di te vicino a me.

Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore
freddo nel sole
e non bastan le parole

Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato
se non ci sono stato
se non sono tornato

Ma ancora proteggi la grazie del mio cuore
adesso e per quando tornerà il tempo...
il tempo per partire...
il tempo di restare
il tempo di lasciare
il tempo di abbracciare..

In ricchezza e in fortuna
in pena e in povertà
nella gioia e nel clamore
nel lutto e nel dolore
nel freddo e nel sole
nel sonno e nel rumore
ovunque proteggi la grazia del mio cuore
...ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

ovunque proteggi proteggimi nel male
ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

bello no?

VP, ma tu sei ancora l'alter ego di Voc? e quando prevedi di dedicarmi uno spazio?

della "nota positiva" di questo post apprezzo due cose:

1) il fatto che mi si definisca il poeta quindicinale (meglio che settimanale o del fine settimana :)
2) il fatto che Voc abbia avuto la generosità o il coraggio (non so quale sia più il termine più adatto) di dedicare attenzione ai miei testi pur essendo io "alivento, di cui nulla sappiamo se non lo pseudonimo".
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#9   18 Settembre 2006 - 16:15
 
per gli altri testi di Vinicio da ovunque proteggi qui

http://www.serenitypub.it/topMusic-op-song-idartist-16-idalbum-52-idsong-430.html

per il libro di amendola frammenti d'immagine qui

http://www.liguori.it/schedanew.asp?isbn=3946
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#10   18 Settembre 2006 - 18:37
 
adesso ho capito perché non hai tempo, ultimamente: galeotto il treno e chi lo... : finalmente ti sento su di giri e ciò mi rende contento. e poi hai inserito la mia rosa prediletta...

Il film e il libro me li annoto nell'agenda.
Sull'importanza di Cage nella cultura del secondo novecento non avevo dubbi.

ciao

gugl
utente anonimo

#11   18 Settembre 2006 - 22:06
 
bella scelta quindicinale, specialmente la seconda. è poetico riciclare i bidoni, e anche l'impoetica e molto poetica. complimenti ali. ciao a.
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#12   18 Settembre 2006 - 22:49
 
La poesia di alivento è sapiente gioco verbale, che trova il proprio senso nelle immagini che evoca e rapide s’affastellano nella mente come un paesaggio in dormiveglia; richiami d’una sensibilità quasi crepuscolare deviano bruscamente in scientismi inattesi, che disegnano un paesaggio spiazzante nel quale per suggestione ritroviamo le coordinate del nostro sentire.
Circa Mastroberardino, anch’io, da quasi astemio, ricordo con piacere gli sporadici incontri di rossi morbidi e sapidi bianchi, se però mi dici che nel Fiano ci trovi un accenno di crema pasticciera, allora mi condanni al più scellerato alcolismo :)
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#13   18 Settembre 2006 - 22:50
 
No, Stefano, veramente sono stato impegnato col lavoro e molto. Avevamo una scadenza per la presentazione di un progetto che ci è stato commissionato 10 giorni fa, così ho dovuto fare i salti mortali e le scelte settimanali le ho scritte ieri (infatti si nota anche la stanchezza).
Il libro di Alfonso è molto bello, ti consiglio di leggerlo.

Ali, ma dài! ;)
grazie però della segnalazione dei testi di capossela.

Anto, ciao :D

Oh, matt, che invidia!!! ;)
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#14   18 Settembre 2006 - 22:51
 
Peppoz è come un'ombra :)

e si sa, delle ombre si ha sempre bisogno...
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#15   18 Settembre 2006 - 22:57
 
Caro voc:
innazitutto due appunti:
1- diventa problematico seguire i post e i commenti a più post, tutt'insieme: che ti è successo stai sparando gli ultimi colpi.....(eheheh, scherzo, mi sia concesso)
2- Col vinicio sono arrivato prima io,
ci tengo a sottolinearlo. Se non ci credi, vieni a vedere e soprattutto ad ascoltare nel mio blog. Certo è un pezzo non recente ma...

Finisco con complimertarmi con l'amica Ali, mi sembra una cifra stilistica notevole ed apprezzabile, anche se forse lontana dal mio modo di scrivere, ma la ricerca delle assonanze, rime non fanno altro che rendere (te l'ho già detto) più completo il tuo percorso di ricerca.
Si sono scritti trattati per dire che poesia è uguale a musicalità.
Non tutti saranno d'accordo, s'intende e credo che anche l'amico Orgiazzi gradirebbe.
Red
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#16   18 Settembre 2006 - 23:05
 
Ragazzi, scusate, ma il mio capolavoro l'ho scritto con la nota sul fiano base mastroberardino 2004. nessuno ne parla! :(
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#17   18 Settembre 2006 - 23:15
 
E' una vera e propria rivista; ci vorranno per lo meno quindici giorni per leggere tutte queste prelibatezze, raffinatone di un Luigi!
Complimenti a te!
Complimenti anche ad Alivento! Un tono carnal-viscerale con un preciso impeto sincopato.
Un salutone dal Gianfry
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#18   18 Settembre 2006 - 23:25
 
Antonio, eh, hai scritto una bella recensione ad ali.

I rossi di Mastroberardino non sono propriamente morbidi, ma si addomesticano con i tempi che il vino e la natura richiedono, non come certi alchimisti che smussano tannini importanti dopo un anno di maturazione, imbottendoli di vaniglia (leggasi: uso smodato di botti di rovere o addirittura... trucioli) o conferendovi un tono stucchevolmente marmellatoso, dopo averli resi superconcentrati. Il Taurasi Radici di Mastroberardino, in tal senso, è la strenua difesa di un metodo tradizionale di vinificazione: ha un significato storico culturale aggiunto, oltre all'indubbia bontà del vino (almeno era così fino a qualche anno fa: nelle ultime uscite il vino è cambiato un poco [anche perché è cambiato l'enologo] riuscendo ad essere pronto da bere un po' prima, ma resta comunque ottimo). Ad oi modo conservo qualche bottiglia del periodo glorioso.

Red, in che senso sto sparando gli ultimi colpi? in effetti negli ultimi tempi ho molta più difficoltà a leggere tutti i blog, quindi cerco di mediare alla meno peggio. Però, spero che in questa settimana un po' più di tempo possa uscire (forse...).
un caro saluto
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#19   18 Settembre 2006 - 23:59
 
Ciao bello Voc!
Contento anch'io di ritrovarti pimpante (e forse innamorato)... bene perchè mi tiri un po' su il morale (ho smesso di fumare è sono di una tristezza che non puoi capire:)).

Sugli incontri nei treni o in genere dettati dal caso non si finirà mai di scrivere o di raccontare o semplicemente di sognarci su...a chi capita poi davvero, bé... ha come minimo il dovere di trasmettere quanto avvenuto per ricordarci che sì, può succedere davvero.
Il libro che proponi lo comprerò di sicuro, materia buona per la mia tesi credo...

E "last but not least" la cara Ali detta "Vento" che ci ripropone tre dei suo testi che ho preferito.
Per me poi vedervi (tu e Voc) in un unico spazio è particolarmente bello visto che, escudendo Fabry, siete i mie primi amici "virtuali". huuuuu :)

Un abbraccio e buona notte
Marco
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#20   19 Settembre 2006 - 09:27
 
Torino è la più bella città del mondo e non se ne discute (ma se ci stai andando ultimamente, Voc, sappi che la stai vedendo durante le operazioni di lifting, ed è davvero terribile in questi anni)

per il vino, beh, io sto SODALMENTE attendendo...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente rael_is_real

#21   19 Settembre 2006 - 09:41
 
Ho la competenza per pronunziarmi solo su Tropical Malady,film di silente miliarità,Capossela,egualmente miliare e più fragoroso,a tratti,ed un vago ricordo di Torino che risale ai tempi (della ElioEleStorieTesiane festa) delle medie. Non ho la competenza per pronunziarmi, ma per intuito tendo a convenire sull'interesse per il lavoro di Alfonso Amendola, la sensibile scrittura di Alivento, la scelta enologica. Quanto alla conoscenza sul treno, c'è un brano degli Amari che titola proprio così, Conoscere gente sul treno, che può essere indicata come soundtrack dell'incontro, sebbene esuli da rimandi alle possibili relazioni che da essa derivino.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DrFloyd

#22   19 Settembre 2006 - 12:10
 
Hmmm... da come lo descrivi sembra esserci della lynchianità (?!?) in Tropical Malady. Belo belo. Si trova in divvuddì o devo chiedere a mio cuggggino?
Carissimo, ti saluto e ti ringrazio per il commento su POeSP :)
Simone
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#23   19 Settembre 2006 - 12:53
 
un po' per volta:

intanto mi scuso con Gianfry, scrivevo mentre lui commentava, evidentemente, e non l'ho visto.
un abbraccione, magari ci sentiamo una di queste sere :)

rael, sì, sto pensando agli articoli da scriverti. Qui, penso, mi concentrerò quasi unicamente sulla Campania, mentre da te farò discorsi più nazionali :)

Marco, felice di ritrovarti sulle mie pagine :) ma non affrettiamo conclusioni ;)

Per il drfloyd, be' sì, potresti aggiungere qualcosa su Tropical malady, visto che ne ho semplicemente accennato. Così mi riallaccio anche a quel che chiede e suppone, a ragione, Simone:
in qualche modo è lynchano, per la nessunissima attenzione che presta alla narrazione e il fulgido sguardo che ti porta all'interno di realtà altre. Tuttavia non c'è thrilling o toni noir, come in lynch, e poi il ritmo della narrazione è molto più lento, cedendo il passo ad altri tipi di scansioni ritmiche, come la sola consolante autonomia dell'immagine che propone dettagli e campi lunghi della foresta, con tocco raffinato.

voc
utente anonimo

#24   19 Settembre 2006 - 12:55
 
prima o poi faremo un articolo sulle differenze tra pepsi, coca e cola dell'esselunga.
ti va?
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#25   19 Settembre 2006 - 13:26
 
Voc e Alivento in un batter d'ali... che meraviglia.

@ alivento: leggerti è sempre bello, soprattutto quando si è coscienti (come nel mio caso) di leggere ciò che può fare male facendo bene e viceversa (a proposito di cortocircuiti)

@ voc: ottime le scelte. la scelta musicale, poi, è ottima; divorata per settimane dopo l'uscita, ora un po' in disparte, ma sempre presente.
sulla posizione erotica dico solo che è vero: la vita di riscatta con un colpo solo (o più di uno, ravvicinati).
su Torino.. hai presente IL CIELO SU TORINO dei SubsOnicA? ecco... visita la città con gli occhi di chi te la può mostrare ;)
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#26   19 Settembre 2006 - 15:39
 
Oh, caro fabio, che piacere :) grazie delle conferme!

Mah, rael, per me quella è roba buona per asfaltare le strade :D

voc
utente anonimo

#27   19 Settembre 2006 - 18:11
 
ciao luigi, un breve passaggio per ringraziarti delle visite su erodiade. Su Vinicio. A me piace ma non lo trovo cosi' originale purtroppo.Musicalmente si rifa' a Tom Waits che e' un vero bardo della musica e se vogliamo sottolineare le influenze italiane c'e' Poalo Conte che per me e' lo Zanzotto della musica italiana. Lo dico cosi' en passant, ( spero di non averti offeso)
un abbraccio
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#28   19 Settembre 2006 - 18:20
 
Ringrazio voc per la gentilezza e la generosita’ della sua segnalazione. Penso che dr Floyd ha la piena competenza per poter pronunciarsi sul mio libro (ci mancherebbe altro, trovo i suoi interventi sempre densi e sapienti) e quindi aspetto con interesse la sua lettura. Se Casentero vuole fare una chiacchiera con me sul suo progetto di tesi puo’ senza alcun problema chiedere la mia email a Voc. Grazie ancora. Alfonso A.
utente anonimo

#29   19 Settembre 2006 - 21:20
 
Anvedi Voc!
Le tue rubrichette sono sempre state un gran successo, perchè mai le avevi abbandonate?

Stefano, la rosa, come ben sai, è rosa tre volte.

Ad Anto, a Red, a Gianfry, a Marco, Fabio, e Dr. Floyd un ringraziamento speciale per l'attenzione, le gradite manifestazioni di amicizia nei miei confronti e/o di apprezzamento dei miei scritti.

Ad Antonio i miei complimenti per aver dimostrato coraggio e generosità non inferiori a quelli di Vocativo commentando come sopra.
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#30   19 Settembre 2006 - 21:59
 
Grazie ad Alfonso per il passaggio. Nel caso Marco fosse interessato allora non deve far altro che chiedere :)

Luca, l'influenza di Tom Waits è notevole, ma l'escursione musicale di Capossela è piuttosto singolare, alcuni ritmi sono del tutto estranei alla concezione del grande artista americano. Grazie per l'intervento :)

Ali, non è che l'avevo abbandonata, ma con le tante cose da fare, le scelte settimanali mi costavano un enorme impegno. Non sto scherzando. Un caro saluto

PS
e ad ogni modo credo che Alfonso sia aperto a qualsiasi forma di chiarimento, dialogo con chi voglia cimentarsi nella lettura del suo bel libro.
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#31   19 Settembre 2006 - 22:13
 
Circa i bianchi posso consigliarti una falangina provata di recente, che vanta come vicino di vigna nientemeno che il rinomato Montevetrano, la cantina è “Mario, compare del fisico”, prodotto non particolarmente sapido, ma equilibrato e fresco (soprattutto fresco, l’ho lasciato nella parte bassa del frigo e tirato fuori all’ultimo), ha accompagnato egregiamente tutto il pasto (dovevo consumarlo altrimenti andava a male), il finale è lunghissimo con note di mandorla (la torta di mandorla che ha chiuso il pranzo (di sapiente produzione cavese, capisci a me!!!)), e accenni di amarena (sempre nella torta). Decisamente un vino da meditazione (io c’ho meditato su per circa un’ora e mezza, poi il trillo del cellulare m’ha destato (mannaggia alle offerte della TIM!)). Non garantisco circa la reperibilità nelle varie enoteche, semmai procurerò qualche pezzo d’annata da porre all’asta su vocativo.splinder.com
Vabbè, ho fatto un po’ il bauscia, ogni tanto…
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#32   20 Settembre 2006 - 00:21
 
ehi!
Chi ha tolto le parole "e spirare" dal secondo componimento di Alivento?
Nell'originale c'erano!!!
(Scherzo, si fa tanto per ruzzare).
Belle però le poesie scelte.
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#33   20 Settembre 2006 - 09:17
 
buona giornata a torino, città magica e più bella del mondo!
(comunque non mi vedrà mai, temo la magia - sia essa bianca o nera - e la bellezza mi confonde).
e buona giornata a tutti, ovviamente!
(e adesso sbadiglio)
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#34   20 Settembre 2006 - 10:50
 
Partecipo anch'io al giuochino dei ringraziamenti, e dunque ringrazio Alfonso per la fiducia sulle mie potenziali competenze ermeneutiche nei confronti del suo saggio, che mi riprometto di leggere entro l'anno solare 2006. Quanto alle notazioni da aggiungere a Tropical Malady, posso mutuare da una breve recensione che scrissi dopo aver visionato il film per la prima volta.

Due film in uno: 1) il delicatissimo rapporto di un amore nascente tra un contadino ed un militare; 2) l'impervio viaggio attraverso una foresta di un cacciatore all'inseguimento di una tigre posseduta dallo spirito di uno Sciamano. L'ordine cronologico dei due punti suddetti è permutabile. Il filo rosso tra le due unità narrative sono i due attori, che lo stesso regista dichiara non dover necessariamente essere i medesimi personaggi nell'una e nell'altra metà del film. Ritmi strenuamente flemmatici, suggestioni visive e diegetiche inedite e progressivamente sempre più spiazzanti. Si parla d'amore, si parla di memoria, si parla di leggende e mistero. E ne parla la Natura, rappresentata da alberi rilucenti, lucciole o luccicanze, scimmie e tigri, tramite messaggi verbali, meri suoni, trasparenze ectoplasmitiche. Per il gioco del "somiglia a", ci penso da un pò, ma non credo possano esservi paragoni validi. Il che depone ulteriormente a favore della candidatura di quest'opera a miglior film della stagione (2004/2005 n.d.r.)
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#35   20 Settembre 2006 - 10:51
 
Ah Narrando, la questione dei sei passaggi l'hai poi risolta? C'è gente che ancora ci perde il sonno...
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#36   20 Settembre 2006 - 12:43
 
Fucine mute speciale poesia è online
http://www.fucine.com/
utente anonimo

#37   20 Settembre 2006 - 14:10
 
Caro Voc e gentilissimo Alfonso: sono interessato! :)
Voc tu hai sempre la mia mail, no?
Grazie

Ps
Voc, quando parlavi di non trarre conclusioni avventate ti riferivi all'innamoramento o allo smettere di fumare? :D
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#38   20 Settembre 2006 - 15:47
 
ahahhha, Marco, sei impagabile!
sì, con l'autorizzazione di Alfonso ti do l'email.

DrFloyd, bene per le ulteriori note sul film di Werasetakhul. In effetti mi rendo conto che il film è irraccontabile... :)

Antonio, mò fa pure la falanghina l'amico del fisico? Non ne ricordavo :)

Grazie a chi ha segnalato l'uscita dello speciale poesia su fucine mute (credo sia Christian Sinicco).

Ciao VP :D

voc
utente anonimo

#39   20 Settembre 2006 - 18:59
 
Pubblicamente ringrazio Christian Sinicco per aver citato questo blog nel suo editoriale per lo speciale sulla poesia, su Fucine Mute.

voc
utente anonimo

#40   20 Settembre 2006 - 21:03
 
"la poesia si fa, si libra nell’aria e va dove vuole… ora canta e danza sugli invisibili codici di internet"

Conclude così l'editoriale, mi pare che sia una buona "Eco" di rimando.

Una piccola nota di colore o meglio di non colore, la prima poesia di questa selezione, l'ho pubblicata per la prima volta sul mio blog, che ha sfondo bianco, scegliendo come colore dei caratteri il bianco. Praticamente era (e lì tutt'ora è) invisibile.
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#41   20 Settembre 2006 - 23:58
 
* Dr Floyd: si ho brillantemente risolto: ho comprato mezzo chilo di pasticcini da tè, ho preso un charter per Redmond, e sono andato a trovarlo. Ho bussato e detto “Robbè, jesci che t’aggio portato le pastarelle!”, siccome è un tipo goloso, non s’è fatto pregare. Salutandomi m’ha regalato una bottiglia di limoncello e la Service pack 2, che quella non la vuole nessuno.
* vocativo: Voc, e quelli c’hanno il fisico!
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#42   21 Settembre 2006 - 09:21
 
ringrazio pubblicamente Vocativo per aver pubblicamente ringraziato chi ha ringraziato pubblicamente.
buona giornata! (mentre dormo)

VP
utente anonimo

#43   21 Settembre 2006 - 11:50
 
Immagini efficaci “…infestano le orme della lingua.”, una scrittura “pacata” (calma alba) che percorre con gusto il ritmo della vita sino a “tirar l’alba “ , un percorso disposto con sapiente nesso,incrocio e utilizzo delle sensazioni-oggetti, quasi un elenco-flusso di note melodiche che cerca di uscire dalla disarmonia “tra questo tutto che deborda” affinché, alla fine, “libere parole siano”. Ottima scelta poetica e complimenti ad Alivento.

Marco S.

Ps. Torino? Il museo egizio, imperdibile!
utente anonimo

#44   21 Settembre 2006 - 12:16
 
Torino, Torino ... quante volte ti ho vista in tv e ti ho sottovalutata ... (ma ho troppa paura)


VP
utente anonimo

#45   21 Settembre 2006 - 14:24
 
ad Ali #40: hai visto che fai avanguardia pure tu?

gugl
utente anonimo

#46   21 Settembre 2006 - 16:34
 
Eh, sì, ali avanguardista :D
da-da-da :D

Antonio, ho perso il filo e anche il fuso. ;)

Ali, vedi? Anche Marco Saya aggiunge del suo! :)

VP :(

voc
utente anonimo

#47   21 Settembre 2006 - 20:05
 
ed ora come faccio?
se provo a ringraziare Marco Saya, VP, mi prende in giro, se non lo fa VP ci pensa dr. Floyd, in alternativa Voc si diverte della mia presunta avanguardia, stuzzicato da Stefano che non risparmia occasione di stuzzicare me.
Insomma dormo anch'io, che è meglio.
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#48   21 Settembre 2006 - 20:07
 
Allora manifesto il mio apprezzamento in altro modo.

I commenti di antonio e di marco saya saranno pubblicati sul mio blog a perenne (perenne?!) memoria del mio alto gradimento, col titolo "le mie prime recensioni" :)
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#49   21 Settembre 2006 - 20:09
 
Ecco!
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#50   21 Settembre 2006 - 23:38
 
...scusate l'intrusione...
Per Dr. Floyd

"La teoria dei sei gradi di separazione

Vorresti conoscere Bill Clinton, o Sean Connery o meglio Sharon Stone? E' più facile di quanto immagini. Secondo la teoria dei sei gradi sono al massimo sei le persone che ti separano da ogni altra persona. Tu conosci qualcuno che conosce qualcuno che conosce qualcuno che conosce qualcuno che conosce Sharone Stone. Lo ha dimostrato un esperimento condotto dal sociologo Stanley Milgram nel 1967. Da questo esperimento è nata l'idea dell'esistenza di sei gradi di separazione tra tutte le persone del mondo. Recentemente due matematici, Steven Strogatz e Duncan Watts, lavorano per trovare basi matematiche a questa teoria.
La teoria apparentemente strana può essere facilmente intuita con un semplice calcolo. Supponiamo che io conosca 100 persone; ciascuna di queste conoscerà altre 100 persone. Con due passaggi arrivo a 100·100 = 10.000 persone, con tre passaggi a 1003 persone, con sei passaggi arrivo a 1006 persone, cioè 1.000.000.000.000: un numero 150 volte superiore alla popolazione mondiale.
Se basta l'aritmetica per spiegare questo fenomeno perché scomodare complesse teorie matematiche? Perché conoscere dove agire all'interno della rete che unisce i gruppi di persone risulta particolarmente utile. E' vero che in genere ci sono sei gradi di separazione, anche se il sei è un numero puramente convenzionale, ma ci sono persone che fanno da ponte tra gruppi quasi isolati di persone. Conoscere strutture di reti di questo tipo è di grande vantaggio rispetto a una conoscenza puramente casuale dei contatti tra persone.
Applicazioni importanti si possono fare nel campo della diffusione delle malattie. La conosce della rete dei contatti permette di individuare le persone che possono trasmettere la malattia da un gruppo a un altro. Altre applicazioni si possono fare nel campo della pubblicità. Il passa parola tra le persone potrebbe essere di gran lunga più efficiente e più economico dei grandi mezzi di comunicazione, purché si conoscano i punti nevralgici della rete. Infine che dire di Internet una rete in cui le persone sono molto vicine tra di loro. Il segreto della pubblicità sulla rete e racchiuso proprio nella conoscenza dei collegamenti tra i navigatori. Non è detto che la pubblicità sui grandi portali sia più efficace di una rete di email che parta dai nodi giusti. Il problema inverso si presenta con i famosi virus informatici.

A. B.
"

tratto da www.matematicamente.it

Il modello esposto è molto ...troppo.. semplice....
Comunque, a meeting internazionali stanno iniziando a proporre questa "teoria dei sei gradi di separazione" per tracciare l'evoluzione e il passaggio tra gruppi di lavoro di scuole di pensiero in determinate discipline.
Ciao, 1.21 GW
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#51   22 Settembre 2006 - 09:46
 
non mi riconosco più. buongiorno!

VP
utente anonimo

#52   22 Settembre 2006 - 22:39
 
Gli uccelli cantano dopo la tempesta,
perchè la gente non si sente
altrettanto libera di gioire
di quel poco di sereno che le rimane?
(Rose Kennedy)

1) mi viene in mente una poesia di Hamzah Amir

Innamorati della vita a causa tua
tutti i boccioli aprono le ali,
fiorisce l’amore nel mio cuore,
nel petto mi profumano i germogli.

La vita è come un sogno,
come spettacolo inciso sullo schermo,
io sono il sognatore e il danzatore,
alterno coscienza e incoscienza

E prende forma sullo schermo liscio
il wajang, creando sensi di vita,
e il cuore bramoso lo segue:
due anime unite intimamente

io sono una marionetta e tu pure lo sei,
e dilettiamo il dalang che ci canta
e sullo schermo aperto ci scambiamo sguardi
solo per la durata di un canto, di una ballata.

Poi lui scambia le marionette scintillanti
e me e te riadagia nella scatola.
Io marionetta, tu marionetta
Per compiacere il Dalang,
per accompagnare una poesia.


------------------------------

Su Alivento ho detto gia in altre sedi ma ribadisco che la sua poesia possiede il dono di saper volare.
Ovviamente questo sottindende che ogni tanto un vuoto d'aria rischia di farla precipitare ma questo non le preclude che con le ore di volo accumulate e l'estro che si ritrova saprà, come gia fa, regalarci poesie sempre più perfette.
La sua voglia i esperienze poetiche la lancia a volte in corridoi dove non la seguo perchè sono linee aeree che non mi piacciono molto ma questo è un qualcosa di personale che non toglie nulla alla freschezza di tante immagini che mi vengono in mente leggendola.

------------------------------------

Il libro non l'ho letto e, penso, che non lo leggerò.

------------------------------------

Capossela sembra la vispa teresa.
Ad ogni modo il giorno che diventerà astemio finirà la sua arte.
Mannaggia a' miseria m'hanna pagà ancora tutt'o' champagne, o' vino e o' rhum che si è bevuto.

-------------------------------------

A proposito di vino
Il fiano di Mastroberardino 2004 l'ho bevuto ma non mi ha entusiasmato. Ricordo i fiani bevuti nel 2000 (anni dal 1990 al 1996) mi sembravano molto più incisivi.

----------------------------

Azz ma qui sembra di leggere il Rosso e il Nero di Stendhal

-----------------------------

Voc va a Torino perchè ha scambiato i sanculotti per gianduiotti.

in verità si svolge il salone del gusto dal 26 al 30 Ottobre.
E' una bella esperienza ma lascia quasi distrutti.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ArturBlord

#53   23 Settembre 2006 - 00:07
 
Artur,
considerato quel che hai detto agli altri, direi che mi è andata bene

considerato quel che dice Pavese ("Il poeta, diciamo, inventa, comprende e passa oltre. Ma non c'è da scherzare nemmeno per lui. A ogni svolta del suo lavoro, della sua conquista, lo attende il pericolo della Capua letteraria"), direi che quel rischio di precipitare lo conoscevo già

considerato che la poesia è anche questione di gusti, non mi stupisce che tu non mi segua in certi corridoi, vale lo stesso per me (nel senso che non mi seguo...o che non seguo te? :))

considerato che confidi in me, perchè io doni poesie sempre più perfette, mi affidi un onere che davvero non so se potrò assolvere (visto che l'ispirazione è cosa che più aera non ce n'è), ma ciò che dici è d'altra parte grande stimolo e atto di considerazione

considerato tutto ciò direi che ti ringrazio almeno un po' (è per la rima altrimenti direi molto)

ciao

anche a VP che forse riconosco

PS quella teoria secondo me è vera


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#54   23 Settembre 2006 - 11:01
 
121 Gwatt, questo è il tempo-luogo ideale ove io possa, anzi debba, ringraziarti pubblicamente per aver riportato una più soddisfacente risoluzione all'annosissima questione dei sei gradi di seperazione. Ti toccherebbe un guiderdone, ma non posso raggiungerti, c'è qualche gradazione (di troppo,alcolica?) di separazione.
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#55   23 Settembre 2006 - 12:11
 
La posizione erotica non è chiara me mi sembra bello l'incontro in treno (per me che viaggio è una bella promessa...)

Piuttosto se vuoi andare a Torino ti ci accompagno, la conosco, c'ho abitato e ho tanta voglia di tornarci. Merita!
Ciao!
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#56   23 Settembre 2006 - 14:31
 
saluti agli intervenuti, un po' di fretta...

voc

PS:
Artur, il 2004 è il migliore che abbia assaggiato degli anni 2000 (a parte il 2001). E comunque a Mastroberardino bisogna voler bene e basta :D
utente anonimo

#57   23 Settembre 2006 - 19:24
 
ringrazio pubblicamente DrFloyd, perché mi sembra di non averlo mai ringraziato pubblicamente, mentre lui ha pubblicamente ringraziato quando il pubblico ne ha avuto bisogno
utente anonimo

#58   25 Settembre 2006 - 08:08
 
Caro Dr. Floyd,
è sempre un piacere oltre che un onore.
Gradi di separazione: nessuno ... come avrete intuito.
Gradi (alcolici) di separazione: zero o infiniti, soprattutto se dopo la visione di periodici "doppio whisky" .... andiamo in un posto dalla dinamica alcolica nulla!
Ciao, a presto
1.21 GW
utente anonimo

#59   25 Settembre 2006 - 10:42
 
Caro 1.21 Gw, pare che il giuoco della sovrapposizione identitaria e del mascheramento, che pure rientrava latamente nel progetto del film del maestro portoghese, sia riuscito meglio a noialtri che non all'autore del film. E doppio whisky sia. Anche triplo, o quadruplo, why not...
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#60   25 Settembre 2006 - 15:38
 
Azz, qui il gioco si fa serio...
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#61   25 Settembre 2006 - 16:29
 
Intanto un saluto ad Alivento e ad Alfonso, che sono stati i protagonisti di queste pagine nella scorsa settimana (molto più del fiano di Mastroberardino...)

a presto
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#62   25 Settembre 2006 - 21:08
 
per Alfonso questo vale indubbiamente Voc, ma in confronto a me, senza falsa modestia, forse è meglio un bicchiere di fiero fiano

ali, decisamente disconnessa
utente anonimo

#63   25 Settembre 2006 - 23:40
 
DrFloyd: circa il raffronto col maestro portoghese… ci vuole poco!
Quando deciderete di darvi ai fumi dell’alcool, fatemelo sapere, che v’accompagno, ma, se possibile, al whisky sostituirei una buona grappa (magari barricata come insegna vocativo) meno senso d’affumicato, sentori più lievi e morbidi.
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#64   26 Settembre 2006 - 05:47
 
eppure quel "voi naviganti la conoscete bene" ha un che d'inquietante...
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#65   30 Settembre 2006 - 22:18
 
Non son passati ancora 15 giorni e voglio ringraziarti dell'ospitalità adesso mentre sono ancora tra le tue scelte quindicinali, lo faccio zitta zitta in coda ai commenti, sperando che VP non se ne accorga, altrimenti viene qui a fare un commento su questa mania ringraziofila ;)
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#66   02 Ottobre 2006 - 13:28
 
ahahahahahah :)

vero!
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#67   09 Novembre 2007 - 22:40
 
- alivento = progetto lettura 35 -

[..] lettura Marianna Cozzuto Grande Lo si diceva con la voce a filo che non c’era da parlare che il silenzio è cosa lunga (lungamente da aspettare) e non c’è strada che congiunga il pero al morso l’elefante all&rsqu [..]
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