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(in omaggio ad Andrea Zanzotto) un caso grammaticale sgrammaticato

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Utente: vocativo
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giovedì, 02 luglio 2009
A un amico lontano - Dino Campana, Batte botte

BATTE BOTTE

Ne la nave
Che si scuote,
Con le navi che percuote
Di un’aurora
Sulla prora
Splende un occhio
Incandescente:
(Il mio passo
Solitario
Beve l’ombra
Per il Quais)
Ne la luce
Uniforme
Da le navi
A la città
Solo il passo
Che a la notte
Solitario
Si percuote
Per la notte
Dalle navi
Solitario
Ripercuote:
Così vasta
Così ambigua
Per la notte
Così pura!
L’acqua (il mare
Che n’esala?)
A le rotte
Ne la notte
Batte: cieco
Per le rotte
Dentro l’occhio
Disumano
De la notte
Di un destino
Ne la notte
Più lontano
Per le rotte
De la notte
Il mio passo
Batte botte.

 

Dino Campana, Canti orfici, 1914.

Postato da: vocativo a 23:50 | link | commenti (1) |
di versi


Commenti
#1    21 Luglio 2009 - 17:33
 
Vocativo, prima o poi, dovremmo organizzare una seratina in cui, pre o post cena (anche a seconda e in previsione del tasso alcolico), ci ascoltiamo i canti orfici di Campana recitati da Carmelo Bene. Che ne dici? bye:)hawkeye
utente anonimo

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