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(in omaggio ad Andrea Zanzotto) un caso grammaticale sgrammaticato

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lunedì, 05 gennaio 2009
Quale veritĂ  su Gaza?

Vediamo un po' se riusciamo a riflettere.

Una minima rassegna stampa su ciò che sta accadendo a Gaza, senza stare sui fatti del giorno, ma sulle motivazioni politiche.

"Hamas sarà un gruppo terroristico (per il cosiddetto Occidente la nozione di “terrorismo” varia a seconda delle convenienze), ma è anche il partito per il quale i palestinesi hanno avuto il torto di votare in libere elezioni. Probabilmente stanchi del malgoverno e della corruzione di una cosa dal passato glorioso e dal presente vergognoso chiamata Al Fatah. Creatura, nella versione attuale, di Israele e dei suoi alleati, come lo era stato lo stesso Hamas quando tornava utile."
qui

Su Nazione Indiana una selezione di articoli molto interessanti:
dal blog di Sherif El Sebaie sul ruolo dell'Egitto e sul pretesto Gaza:
"E' un dato di fatto che Israele non vede l'ora di creare il casus belli con l'Egitto. Gaza è un ottimo espediente in questa direzione. Per neutralizzare la possibile minaccia egiziana. E magari per riprendersi il Sinai. Chi grida allo scandalo, dovrebbe pensarci due volte, prima di pretendere che l'Egitto si prenda questa mela avvelenata. E non sarò di certo io ad accodarmi al coro - legittimo - di chi, anche in Egitto, vorrebbe aprire le frontiere a Gaza. Non si era forse rivelato vero l'avvertimento di Laocoonte ai Troiani quando disse "Temo i greci e i doni che portano"?"
Stigmatizza la complicità del giornalismo, Gennaro Carotenuto:  "Se riduci un popolo di un milione e mezzo di abitanti a cercare da mangiare nella spazzatura rinchiudendolo nel più rigido embargo della storia per dare una spallata di più alla classe dirigente di questo e renderlo pronto all’esodo, alla diaspora come liberazione, non sei la vittima del lancio di razzi, per quanto folli essi siano, ma sei il carnefice. Con la complicità dei sicari informativi come Claudio Pagliara, corrispondente da Gerusalemme per la RAI, Tsahal ha reagito ad un lancio pesante e forse intollerabile (sicuramente inefficace), ma provocato da mesi di assedio del governo israeliano. Lancio che non ha provocato morti ma al quale Tsahal si è sentito libero di rispondere con una rappresaglia di proporzioni bibliche. Ha causato 200 morti e, immediatamente dopo aver tirato il sasso, ha nascosto la mano, “non ci sono vittime civili” recitano i comunicati ufficiali. Balle, nel formicaio umano di Gaza."

Da leggere attentamente anche l'ultimo articolo dello stesso Carotenuto che prende le distanze da coloro che simpatizzano acriticamente Hamas, pur rimarcando l'atrocità e il pretestuoso attacco di Israele a Gaza:  "E’ possibile esecrare la politica dello Stato d’Israele senza per questo diventare apologeti di Hamas? Secondo chi scrive la risposta è sì. [...] Il punto più interessante è però quello del giudizio su Hamas da parte di chi condanna Israele. La politica di Israele è pretestuosa prima ancora di quanto sia criminale, ma a chi serve il lancio di razzi se non ad Israele? Antisemiti dichiarati come il fondamentalista cattolico Maurizio Blondet (che piace tanto ad alcuni compagnetti rossobruni) sono giunti al ridicolo di sostenere che siccome i razzi sono una cosa così stupida e controproducente allora (incurante delle rivendicazioni di Hamas) dev’essere senz’altro Israele a mandarseli da sola. Poi ci vuole un guitto della politica come Maurizio Gasparri per far passare il massacratore per il massacrato: “i palestinesi massacrano gli israeliani”, blatera dalla bassa cucina del teatrino politico italiano. [...] “Sono meno corrotti di Fatah” sento dire anche da persone che rispetto molto. E allora? Altri pensano che il fatto che Hamas abbia vinto le elezioni (come Berlusconi) lo emendi da ogni macchia e renda ogni sua decisione legittima come rappresentante democratico del popolo palestinese. Rispetto all’obiezione sul sessismo sento dire: “non sono questi i tempi”. Infatti questi per Hamas sono tempi (per esempio) per usare donne “svergognate” per fare le kamikaze e ristabilire così l’onore della famiglia. Le avete viste o non le avete viste (e se non ci andate in Medio Oriente, fatevi raccontare) in questi anni velarsi sempre di più le donne in Palestina? Folklore? Vi sta bene? Perché vi girate dall’altra parte? [...] Tutto questo non vuol dire essere neutrale o chiudere gli occhi di fronte a quanto sta commettendo Israele a Gaza. Vuol dire rifiutare la logica di guerra da qualunque parte essa provenga. E ripudiare l’estetica della bella morte e del martirio utilizzata da Hamas. Israele ha dalla sua l’obbrobrio della sua forza militare. Che vi piaccia o no la forza del più forte paga, la violenza del più forte paga e il più debole per vincere può solo essere più intelligente del più forte. Gli israeliani stanno vincendo mentre i palestinesi, che restano le vere vittime, con i Qassam di Hamas, questa guerra la stanno perdendo."

Vittorio Arrigoni punta a sua volta il dito sui "media occidentali [che] hanno digerito e ripetono a memoria i comunicati diramati dai militari israeliani secondo i quali gli attacchi avrebbero colpito chirurgicamente solo le basi terroristiche di Hamas. In realtà visitando l'ospedale di Al Shifa, il principale della città, abbiamo visto nel caos d'inferno di corpi stesi sul cortile, alcuni in attesa di cure, la maggior parte di degna sepoltura, decine di civili. Avete presente Gaza? Ogni casa è arroccata sull’altra, ogni edificio è posato sull'altro, Gaza è il posto al mondo a più alta densità abitativa, per cui se bombardi a diecimila metri di altezza è inevitabile che compi una strage di civili. Ne sei coscente, e colpevole, non si tratta di errore, di danni collaterali.

 "La propaganda israeliana si è mobilitata parallelamente alla macchina bellica. Il ministro degli esteri Livni si è detta impegnata in una campagna mediatica senza precedenti. Uno staff scelto prende contatti in tutte le lingue e verifica che questa operazione di distruzione su Gaza venga interpretata nel giusto modo, si assicura che si parli di “difesa” e non di attacco, che si metta in luce come il nemico sia Hamas e non i palestinesi.
Controllano che il linguaggio e la disinformazione siano appropriati in modo da poter opportunamente sostenere la menzogna che ad essere bombardati siano solo le infrastrutture del terrore, la catena di comando di Hamas. Nemmeno una parola sulle vittime civili, sui bambini trucidati, sulle centinaia di famiglie distrutte dovrà essere spesa, mentre le immagini più crude è meglio censurarle. I mezzi di informazione continuano a ripetere e a trasmettere l’ordine di Tel Aviv: è un’operazione militare chirurgica contro Hamas, contro il terrorismo, contro il pericolo mortale per Israele." da
Information Guerrilla.

Postato da: vocativo a 16:52 | link | commenti (2) |
di storia, di politica, di attualitĂ 


Commenti
#1   07 Gennaio 2009 - 10:20
 
I'm afraid of americans, I'm afraid of the world.

David Bowie

(solite strane coincidenze)

grazie per il post, Voc.
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#2   07 Gennaio 2009 - 11:27
 
Dopo la strage di ieri nella scuola Onu in cui sono morte decine di bambini, l'Egitto offre un piano a Israele per uscire dalla crisi, appoggiato dagli Usa. Olmert annuncia l'apertura di un corridoio umanitario. Da oggi l'esercito sospenderĂ  le operazioni militari nella Striscia per tre ore ogni giorno. Obama rompe il silenzio: "Sono preoccupato per i civili", mentre Al Zawahiri minaccia l'Occidente. Testimoni riferiscono di aver visto i carri armati israeliani lasciare Khan Younes.

da repubblica.it

mai disperare
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