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(in omaggio ad Andrea Zanzotto) un caso grammaticale sgrammaticato

Eccomi

Utente: vocativo
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lunedì, 14 aprile 2008
Disastro!

Postato da: vocativo a 21:19 | link | commenti (13) |
di politica


Commenti
#1    15 Aprile 2008 - 00:59
 
Si era parlato di possibili segnali da inviare alla classe politica, attraverso un forte astensionismo, ma alla fine ha votato lo stesso numero di elettori che votò nel 2001. Non trovo ancora i dati delle schede bianche e nulle, ma a questo punto credo che siano anch'esse poco superiori alla media.

Berlusconi ha ottenuto un successo che va oltre le aspettative, e la Lega Nord quasi raddoppia i consensi.

Il Pd, lungi dal contendere sino alla fine la vittoria, o almeno riuscire a rendere difficile la governabilità al Senato (complice anche la non assegnazione di seggi a Palazzo Madama agli altri due partiti che avrebbero potuto ottenerne), replica sostanzialmente i risultati ottenuti due anni fa dai due partiti in esso confluiti.

Infine - elemento a mio avviso ancor più nefasto dal punto di vista simbolico, oltre che politico - la Sinistra Arcobaleno ne esce polverizzata: credevo riuscisse ad ottenere qualche decina di deputati, e veniva accreditata anche della possibilità di ottenere qualche seggio in Senato. Invece, per la prima volta nella storia della Repubblica, non vi sarà nemmeno un parlamentare che possa definirsi persona di sinistra. Ottiene poco più del 3%, e pensare che Prc, Pci e Verdi (quindi senza considerare Sinistra Democratica) avevano un patrimonio di voti superiore al 10% solo due primavere fa. Credo che anche Luigi, come me, supponesse che i sondaggi per la Sinistra Arcobaleno fossero imprecisi per difetto. Molta delusione quando ho visto gli exit poll che la quotavano attorno al 5%. Via via che giungevano le proiezioni, progressivamente al ribasso, sgranavo gli occhi, e sono rimasto di stucco quando persino la soglia per l'ingresso a Montecitorio, il 4%, è iniziata a diventare incerta, e poi fuori portata.

Non che mi attendessi molto da questa tornata elettorale, ma peggio di così cosa poteva esserci?
Peggio di oggi potrebbe essere (ci si augura di no) l'avvenire della nazione.
Però, ad essere sinceri, credo proprio che l'Italia, tutto sommato, meriti quel che ha scelto.
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#2    15 Aprile 2008 - 10:05
 
lo merita, sì! :-(

VP
utente anonimo

#3    15 Aprile 2008 - 10:10
 
Beh, caro compagno Virgin Prune, non possiamo nemmeno contare sugli show riottosi del Cavaliere, che stavolta non potrà lamentarsi per i brogli, che bad game!

Di seguito, un'analisi di Sansonetti sullo sfacelo della Sinistra.


Punto e a capo

di Piero Sansonetti


Nessuno, francamente, si aspettava una batosta così grande, storica. Addirittura, di fronte al crollo della sinistra, passa in secondo piano la nettissima affermazione del centrodestra e il ritorno al potere, solenne e festoso, di Silvio Berlusconi. L'Italia si trova per la prima volta ad avere un Parlamento della repubblica privo di una delegazione della sinistra. C'è una fortissima coalizione di destra, che ha la maggioranza ed è condizionata dal successo strepitoso della sua anima xenofoba e antimeridionalista (cioè la Lega) ; c'è una opposizione di centro, condizionata a sua volta dall'altrettanto strepitoso successo della sua componente forcaiola (cioè l' Italia dei valori di Di Pietro); e poi c'è un piccolo partito cattolico moderato, molto moderato (l' Udc di Casini), schierato su posizioni intermedie rispetto ai due schieramenti grossi.
Difficile dire se con questi risultati - in gran parte imprevisti e molto più a destra di quello che ci si aspettava - Berlusconi deciderà di governare da solo con Bossi, come i numeri gli consentono, o se invece cercherà una grande coalizione, e cioè proverà a coinvolgere il partito di Veltroni in un accordo, in qualche forma di intesa. Dalle dichiarazioni che ha rilasciato ieri sera a "Porta a Porta" parrebbe di no. Comunque l'ipotesi del «Veltrusconi obbligato», e cioè reso quasi inevitabile da un pareggio al Senato, che molti osservatori avevano pronosticato, ora non c'è più. Se ci sarà la grande alleanza, ci sarà per scelta politica dei gruppi dirigenti dei due partiti, ma questo, con ogni probabilità, se dovesse avvenire, comporterebbe delle rotture, soprattutto nel partito di Veltroni.
Che Italia sarà? Non chiedetelo a noi, si sa come la pensiamo: un'Italia senza la sinistra in Parlamento, cioè senza una sentinella che si oppone agli scivolamenti reazionari, alla ferocia del mercato, alla religione della competitività, un'Italia cosiffatta, pensiamo, sarà un paese pessimo. Però non c'è niente di peggio, di fronte a un ceffone politico elettorale di questa potenza, mettersi a piangere e abbandonarsi al lamento. Conviene mantenere la mente fredda e riprendere a fare politica.
Ponendosi, ovviamente, due domande. La prima è: quali sono le cause della sconfitta? La seconda viene come conseguenza: e ora, che fare?
Non so rispondere alla prima domanda. Se avessi conosciuto in anticipo le cause della sconfitta le avrei dette. Non credo che nessuno avesse capito cosa stava succedendo, e quindi non credo che nessuno sappia analizzare lucidamente le cause. Certo, se mi chiedete un elenco ve lo faccio: il bipartitismo imposto da Veltroni e tutta quella faccenda del voto utile, lo slittamento a destra dell'opinione pubblica italiana, il peso di temi come l'immigrazione e la sicurezza, il ritardo con il quale la sinistra ha saputo avviare il processo unitario, una discreta litigiosità interna, l'assenza di rinnovamento, il poco appeal delle liste elettorali, l'indebolimento drammatico della struttura dei partiti politici e dunque del loro radicamento di massa, la difficoltà ad avere un dialogo con il proprio popolo (anzi: con il popolo), le conseguenze della grande disillusione creata dal governo Prodi, l'impressione che abbiamo dato di essere troppo subalterni al governo e l'impressione, opposta, e cioè di essere stati troppo bastian-contrari, la poca convinzione con la quale abbiamo battuto sul tema dei diritti civili, l'aver messo in secondo piano la battaglia delle donne, i diritti degli omosessuali, l'opposizione al clericalismo, e anche - di nuovo all'opposto - le difficoltà che ci ha creato la svolta improvvisa (fondamentalista e moderata) della Chiesa cattolica passata da Woijtyla a Ratzinger... Posso proseguire ancora, e mettere tra gli errori, ovviamente, le difficoltà di comunicazione (e da questo punto di vista il giornale non si chiama fuori), la difficoltà a fare politica in un sistema ormai del tutto spettacolarizzato e televisionaro. Ma alla fine di questo elenco resta poco. Tutto giusto, ma non ci basta certo a capire dove sono stati gli errori veri essenziali, e quindi in che modo correggerli. Dobbiamo, credo, aprire una discussione seria, approfondire l'analisi, fare tutti quei passi che nel più orrendo gergo della sinistra si chiama l'«autocritica». Possibilmente aprendosi e non chiudendosi. Cioè non aggrovigliandosi in una discussione da ceto politico, piena di sottintesi, di ripicche, dispetti, psicodrammi e cose del genere. Ma aprendosi alla società, al popolo, ai movimenti. E chiamando a raccolta tutti quelli che vogliono ricostruire la sinistra, che sono inorriditi da questo Parlamento che è uscito dalle urne.
Mi è più facile rispondere alla seconda domanda. Da oggi si fa punto e a capo. Si ricomincia. Si inizia a lavorare per rifondare la sinistra. Senza farsi spaventare, accettando, anche con umiltà, questa durissima lezione che abbiamo ricevuto. Sicuri di aver fatto un numero enorme di sciocchezze, ma anche di avere in testa delle idee che non sono affatto male.
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#4    15 Aprile 2008 - 13:19
 
Devo dire, caro Pino e caro Peppe, che anch'io sono più sconcertato dalla sparizione della sinistra dal Parlamento che dalla vittoria di Berlusconi.
Non vi racconto poi l'esito nella sezione elettorale di cui ero presidente (è stato davvero un calvario).

Sto meditando molto su questo disastro elettorale. Scriverò presto qualche riflessione
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#5    15 Aprile 2008 - 16:12
 
ma ideologicamente, la sinistra non era già sparita da tanto?

gugl
utente anonimo

#6    15 Aprile 2008 - 16:29
 
è proprio di questo che voglio dire, stefano...
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#7    15 Aprile 2008 - 17:59
 
Se adesso la sinistra è fuori dal Parlamento, vuol dire che non ha più vincoli, non deve scendere a compromessi, può osare: è LIBERA! Se ha il coraggio, deve essere veramente alternativa e cercare di raccogliere i delusi che l'hanno votata, i disillusi che non l'hanno votata, i disillusi che non hanno votato.
L'aura
utente anonimo

#8    15 Aprile 2008 - 19:04
 
Sinceramente mi stupisco dello stupore a me pare che il tutto era abbastanza prevedibile per una serie di ragioni:
i disastri del governo Prodi;
lo scompaginamento delle vecchie coalizioni;
il tipo di legge elettorale:
l'assoluta lontananza dei leader della sinistra cosiddetta antagonista dalla vita reale - non si aiutano i deboli con gli oboli i cui soldi vengono poi ricavati da aumenti di tasse, imposte, tariffe, nazionali e locali, tanto per fare un esempio;
non si sta nel governo e poi si va n piazza a protestare contro il governo è una presa per il culo;
non si combattono le sfide del nuovo capitalismo globalizzato con il solito vecchio armamentario ottocentesco;
non esiste uno sviluppo sostenibile ma solo un progresso umano e solidale tutto da costruire e mettere in campo con idee e riferimenti culturali nuovi e al passo con i tempi;
difficile parlare agli operai quando tutti i dirigenti della sinistra sono dei super privilegiati radicalchic frequentatori di salotti alla moda;
perché non si sono battuti per abbattere i privilegi di casta, tagliare l'enorme spesa per i rimborsi elettorali, i contributi a giornali, giornalini, riviste e rivistine che nessuno legge e che vengono stampati solo per acchiappare contributi e venire subito dopo cestinati?
Questo solo per fare alcuni semplici, forse troppo semplicistici ma è tanto per capirci, esempi.
Sono stato fin troppo facile profeta quando all'indomani della caduta del governo Prodi davanti a decine di amici riuniti per una lettura poetica ho detto: "oggi assistiamo alla morte civile della sinistra italiana". Qualcuno mi rise in faccia dandomi della Cassandra peccato che di ridere proprio non ne ho voglia neanche oggi.
Il futuro si fa nero e cupo. Berlusconi stavolta manterrà le promesse, visto che gli imbecilli prima di lui hanno fatto tutto il lavoro sporco, e sarà ricordato come il salvatore della patria e sarà ricordato da il popolo italiano come il santo liberatore. Ci vorranno decenni per risalire la china ma temo che pure se ci saranno governi diversi la matrice di fondo sarà sempre la stessa.
Comunque primo atto dovuto: cacciare a calci in culo tutta la classe dirigente della sinistra arcobaleno e sperare in un forte ricambio generazionale di uomini e donne ma soprattutto di idee. Il primo segnale però mi fa già rabbrividire: avete sentito le dichiarazioni di Diliberto?
pepe
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#9    15 Aprile 2008 - 20:31
 
Gabriele, mi sarei tenuto volentieri Bertinotti & C. anziché l'americanismo di Veltroni.

Tuttavia, come ha scritto L'aura, uscire dal parlamento può essere un buon punto di partenza per rifondare la sinistra in Italia.
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#10    15 Aprile 2008 - 21:13
 
Luigi, ma ti eri accorto di come Bertinotti (e non solo lui) fosse cambiato in questi ultimi anni? Non più il sindacalista della Torino anni Settanta-Ottanta, ma il signore elegante e raffinato dei tanti salotti Vespa. Avvolgente, elucubrante: desideroso di emergere per acutezza e intelligenza. Ci mancava che frequentasse i salotti della signora Angelillo (ma forse li frequentava) e poi eravamo a posto! Il docente Diliberto non è stato da meno (aveva l'hobby di andare a spasso con Sgarbi per "mobili antichi e quadri altrettanto antichi"). Come facevano gli operai e gli impiegati esecutivi a riflettersi in loro? Non si poteva andare oltre. Sono questi signori che hanno tradito i loro fedelissimi elettori che stavolta hanno detto basta. E' finita che i poveri diavoli delle catene di montaggio si vedessero piuttosto rappresentati da un capo popolo a loro simile, nel portamento e nella popolana sanguignità: Bossi. E' triste ammetterlo, ma è così. Bertinotti impari da questa esperienza e si rimbocchi le maniche. E' una persona che ha molto sbagliato e che deve fare ammenda. Non mostri più i suoi acquisti da "Cenci", ma indossi nuovamente la tuta e faccia qualcosa di nuovo.
Gianfri
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#11    15 Aprile 2008 - 22:40
 
Ma certo, Gianfranco, la sinistra deve fare ammenda.
Tuttavia non è Veltroni un'alternativa alla Sinistra. Veltroni è un'altra cosa. Che poi lo si accoglie come nuovo questo è un altro fatto (sul quale io posso non essere d'accordo).
Non sto dicendo che Bertinotti incarna la sinistra, così come dovrebbe essere, sto semplicemente dicendo che chi ha votato partito democratico sperando che quest'ultimo faccia qualcosa di sinistra, be', mi sa che sarà disatteso.
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#12    16 Aprile 2008 - 12:44
 
Caro Luigi qui nessuno, credo, pensi che il PD sia nuovo o di sinistra il discorso era un altro: perché la sinistra antagonista in italia è praticamente evaporata nel giro di una notte? I motivi li ha spiegati benissimo Gianfranco. Aggiungerei che ormai l'uomo ha perso ogni controllo sul suo futuro. Non esistono più progetti di vero cambiamento. Tutti tentano, senza riuscirsi, di amministrare l'esistente.
pepe
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#13    16 Aprile 2008 - 14:58
 
Sante parole, grande Gianfry! Ma altro che disastro: meglio dire catastrofe senza possibilità di rimedio! Da tempo non seguivo più le vicende politiche (in particolar modo quelle della sinistra, troppo disfattista) e questo risultato è la logica conseguenza del male che gli stessi Bertinotti e co. hanno fomentato invece di reprimere. Una sinistra che è diventata, come dicevate, troppo borghese dopo essersi cibata di letame per anni, e che è solo una brutta copia della destra più lercia.

Anonimo al 12
utente anonimo

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