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(in omaggio ad Andrea Zanzotto) un caso grammaticale sgrammaticato

Eccomi

Utente: vocativo
Nome: L. M.
fosfeni@hotmail.com Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.

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venerdì, 29 febbraio 2008
ZYG (Crescita zero) - Area

ZYG (Crescita zero)

L'estetica del lavoro
è lo spettacolo
della merce umana.

 

Sono stufo del delirante lessico dell'economia, una frode linguistica che legittima il potere dei pochi e l'ignoranza dei molti: stagflazione, crescita zero, PIL.

Nel brano degli Area, una voce metallica e meccanizzata recita i 3 versi del breve testo, tra rumori di fabbrica, suoni sordi: il delirio della modernità e postmodernità occidentale.

Cos'altro dovremmo produrre e consumare? Quanta monnezza ancora dovremo avere in appalto qui in Campania, in Italia, nel mondo? Non prendeteci in giro! Toglietevi dai coglioni! 

Postato da: vocativo a 19:11 | link | commenti (4) |
di musica, di politica


Commenti
#1   01 Marzo 2008 - 10:29
 
hai tradotto l'urlo di munch, gli hai dato voce. rimane aperta la domanda di lenin:che fare?

gugl
utente anonimo

#2   01 Marzo 2008 - 11:22
 
Che fare, Stefano?
Fin quando la sottrazione e l'umiliazione non è totale, non c'è spazio per la rivoluzione.
Ci si "rivolta" (in tutti i sensi) quando la stragrande maggioranza della popolazione non può comprare il pane. Nella società occidentale sono bravi a crearci falsi beni primari e a tenerci a galla, a bagnomaria, facendo in modo che ancora possiamo campare.
Ora ci sarà da attendere quando coloro che hanno il decoder e l'antenna parabolica con sky non potranno più permetterselo o che cambiavano telefono cellulare ogni due mesi o ogni settimana andavano al ristorante o avevano un'auto potente che ti costa di più ecc ecc, quando quelli che prima campavano bene con 3000-4000 euro al mese, concedendosi anche qualche lusso, ora non possono sostenere quella vita di prima e quindi dovranno consumare le prime rinunce, vedendosi l'acqua già oltre il collo.
Quando si supererà questo limite per 4 italiani su 5 allora seriamente qualcosa può succedere. Perché quella è la spia che almeno 2 su 5 a stento portano il pane a casa.

E c'è anche un buffone che dice di poter favorire un boom italiano come negli anni '60. E la cosa grave è che a dirlo non è il solito Berlusconi...

per coloro che hanno ancora voglia di votare: cercate di fare due conti, prima di mettere una croce sulla scheda e scegliere quale candidato...
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#3   01 Marzo 2008 - 13:29
 
Caro Voc
quando il solito ceto medio produttivo (per costituzione propria criminale, criminoso, criminogeno)andrà al di sotto dello standard minimo sopportabile sicuramente qualcosa accadrà ma in peggio. Vogliono la secessione sociale, buttare in mezzo alla monnezza mezza italia, che avrà pure le sue colpe come del resto ce l'ha il nord, ma loro sono bravi e far credere agli italiani che la colpa è sempre di qualcun altro: i cinesi, i rom, gli immigrati, i comunisti, i musulmani, i terroni, roma ladrona e via discorrendo.
E questi sono i discorsi che si sentono al nord tra il 90% dei suoi abitanti e nel resto d'italia un po' meno, mai poi non così tanto, dall'estrema destra all'estrema sinistra. Ormai bisogna esibire una specie di passaporto dove il valore delle persone è dettato dalla nazionalità, dalla provenienza territoriale interna, dalla religione, dall'età e dal tasso di odio che si riesce a sputare addosso al più debole di turno. I politici sono la fedele rappresentanza del popolo. Non credo all'incontrario di Grillo che in italia esiste un colpo di stato dove il popolo è schiacciato ma all'incontrario questi politici sono cercati, coccolati, finanziati, nel classico schema italico io do una cosa ate e tu dai due cose a me.
Svegliatevi ragazzuoli ancora con i politici ve la prendete? Troppo facile. Troppo scontato. Ormai la politica è solo uno specchietto per le allodole. A dominare sono altre forze, altri poteri ben più forti e quasi imbattibili (dico quasi perché sono un utopista incallito!).
pepe
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#4   01 Marzo 2008 - 16:43
 
Credo non sia una questione di *politica* quanto di *polis*: il quotidiano confronto con i coetanei è desolante! Finché il *metro quadro* del singolo non è violentemente compromesso - si spegne il televisore e il neurone - e *tutto va bene*. Per tralasciare il commento di un cinquantenne uomo di teatro: "non ti preoccupare, gli italiani sono troppo pigri per ribellarsi in maniera attiva..."

Fate vobis!

Chiara
utente anonimo

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