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(in omaggio ad Andrea Zanzotto) un caso grammaticale sgrammaticato

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Utente: vocativo
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venerdì, 05 ottobre 2007
In quale Paese viviamo? La lettera di Salvatore Borsellino al ministro Mastella

Polemiche a non finire, dopo la trasmissione di Santoro, ieri, che ha visto, tra gli altri, ospite Salvatore Borsellino. Lo stesso Borsellino ieri ha scritto una lettera a quattro mani con Sonia Alfano (anch'ella presente nella trasmissione Anno Zero) indirizzata al ministro della giustizia Clemente Mastella. Qui, sul blog di Francesco Marotta, si può leggere la lettera per intero.

Esorterei, inoltre, tutti i ministri della Repubblica a riprendere un dizionario etimologico e a ripassare giornaliermente cosa c'è scritto alla voce "ministro".

Postato da: vocativo a 17:53 | link | commenti (6) |
di politica


Commenti
#1    05 Ottobre 2007 - 18:04
 
qui invece trovate la lettera di Salvatore Borsellino e Sonia Alfano, indirizzata al Presidente della Repubblica:

http://www.beppegrillo.it/2007/09/il_capro_espiat.html
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#2    05 Ottobre 2007 - 18:21
 
Grazie, Luigi.

fm
utente anonimo

#3    06 Ottobre 2007 - 14:34
 
Vista la puntata di Annozero di Giovedì scorso, e letta con attenzione la lettera di Salvatore Borsellino, posso esprimere qualche considerazione.
Anzitutto sulla trasmissione di Santoro, del quale sono criticabili i modi sempre un pò bruschi, i toni sovente infiammati (sia quelli verbali, sia quelli relativi alla costruzione del racconto televisivo), ma che ha il grosso pregio di offrire punti di vista che, come in questo caso, fanno gridare allo scandalo buona parte della classe politica e non pochi dei giornalisti delle maggiori testate. In particolare, leggevo dell'insistenza di alcuni commentatori nel sottolineare come quella televisiva non fosse la sede più adatta ove testimoniare, da parte dei magistrati, l'esemplarità del loro lavoro e la quasi eroicità nel contrapporsi ai cosiddetti "poteri forti", che intenderebbero invece insabbiare le loro inchieste giudiziarie. Ma tali obiezioni non tengono conto del fatto che, minore è il silenzio attorno al loro operato, più semplice sarebbe ostacolarne il percorso, e ridurne gli effetti. Altre obiezioni riguardano le derive giustizialiste che rappresentano un rischio concreto nel momento storico attuale. Sono però persuaso che nelle parole di Salvatore Borsellino e di Luigi De Magistris vi sia del vero quando entrambi sottolineano che è ormai è improprio utilizzare l'aggettivo "deviati" per definire l'azione di servizi segreti, magistrati, mezzi di informazione, i quali agiscono al fine di impedire che ci si approssimi alla chiarezza sul funzionamento fisiologico della cosa pubblica. Sono le voci fuori dal coro ad essere tenute per "devianti", ed a richiedere, con immediatezza, l'intervento censorio. Travaglio utilizzerà pure argomentazioni all'apparenza create ad hoc per destare scandalo, ma è davvero così paradossale nei suoi ragionamenti? Oppure le sue asserzioni non fanno altro che svelare i paradossi della situazione politica odierna?
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#4    06 Ottobre 2007 - 14:39
 
Rectius: "Maggiore è il silenzio...più facile sarebbe..."
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#5    06 Ottobre 2007 - 15:12
 
Sono d'accordo su quanto dici: in realtà i giornalisti delle maggiori testate nazionali (che è giusto ricordare sono sempre un aspetto del sistema che talvolta fingono di criticare) si muovono con disinvoltura in una contraddizione permanente: "non vanno trattate in quella sede", ripetono, ma poi come si fa a mettere la gente al corrente?

Quanto alle devianze, be', lasciamo perdere...

Ed un caro saluto a Francesco.
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#6    07 Ottobre 2007 - 09:52
 
dopo avere trascritto l'ultimo CONTROMANO di Curzio Maltese nel mio blog, riporterò pure la lettera di Borsellino.
chiunque leggerà anche disinteressatamente all'inizio sarà una persona in più invitata a prendere coscienza di una situazione insostenibile
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente fabmiky

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